mercoledì, 18 aprile 2012
La Seconda Porta - Il report
Ciao a tutti!!!
Siamo appena rientrati da un fantastico week-end passato a Pozzuoli, dove si è svolto il Primo Seminario di Pesca a Spinning organizzato dalla sede locale della Lega Navale, in collaborazione con MOLIX, i ragazzi di SpinPoint, GF Pesca e tantissimi appassionati provenienti da tutta Italia.
Ospite d'eccezione della manifestazione, il mio amico Paolo Germani, che in 2 giorni ha condiviso con tutti noi la sua infinita esperienza di pescatore.
Qui sotto troverete il report che ha scritto un altro amico, Francesco Giordano, una delle menti del progetto SpinPoint, che ringrazio personalmente per l'impegno e per l'organizzazione quasi impeccabile.
Oggi si è scritta una nuova pagina della pesca a spinning, una diversa, una più semplice, ma più vera: con oggi si inaugura “La Seconda Porta” di Paolo Germani e Spinpoint, un incontro che ha unito assieme pescatori di tutte le età con la passione per lo spinning, alla ricerca di quel qualcosa in più che ogni pescatore cerca...vi riporto quanto scritto da me altrove perchè negli occhi dei partecipanti...mi è sembrato di rivedere quanto capito da noi di Spinpoint la prima volta che incontrammo Paolo Germani:
“Quando è venuto Paolo la prima volta, eravamo lì...con mille domande...nella nostra testa, quando lui arrivò...quelle domande passarono in secondo piano, eppure…. senza proferirle alla fine della giornata tornammo a casa con tutte le risposte di allora, le risposte per quelle domande, le domande del "prima"...ma portammo a casa molto di più...tutte le domande del dopo, quelle che sarebbero venute grazie a quello che ci aveva spiegato. Ecco, questo è un punto importante per i pescatori...le domande, gli interrogativi. Sono l'unica cosa certa che ci accompagnerà per sempre: le domande su come andrà oggi, su cosà c’è là sotto il pelo dell’acqua, i dubbi…le domande… Impariamo a vivere bene con quelle domande, a non contrastarle ma a utilizzarle e far si che diventino per noi dei veri e propri “timoni”… A questo incontro con Paolo Germani, lasciate a casa le domande, quelle di oggi (quale esca, quale colore, quale momento, quale spot, etc.)…venite solo con la mente aperta, ve ne andrete con tutte le risposte a quelle domande che portavate con voi…ma, dopo, non vi serviranno più…avrete “contratto” delle nuove domande…le uniche che contano.
Quando è il mare ad unire gli uomini, gli incontri hanno il sapore della storia. Una tipo di storia unica e indelebile, quella che vola sulla bocca della gente…tra la gente...e che si coglie negli sguardi dei vecchi pescatori e nei racconti del loro sapere cosa c’è lì, oltre la linea della battigia, oltre il confine, tra terra e mare. Questo sapere, autentico e profondo, è contagioso ed indelebile nella memoria della gente, e si propaga come la brezza fresca nelle menti di quanti con oggi hanno capito che si può andare a pesca in un altro modo.
Questo nuovo modo che racconteremo tante altre volte in altri emozionanti incontri....che presto vi comunicheremo.... ve lo raccontiamo con le parole dello stesso Paolo:
"...e poi c'è un momento, magari al ritorno di una pescata,
aprendo il cofano della macchina guarderai quella busta...la busta che contiene le tue catture...anche se molte e di grandi dimensioni...sono solo pesci avvolti da un sacchetto di plastica...
...niente di più...ma vorresti di più...
...allora proprio li, in quel particolare momento, potresti sentire la necessità di aprire “la seconda porta”...
...e da quell'uscio ti rendi conto che non è più la cattura che cerchi ma la sfida...l'umile sfida con l'acqua, con quell'ecosistema che avrai davanti la prossima volta che andrai a PESCARE...
e finalmente da lì, dopo la porta, intravedi il corridoio che ti porterà dentro, senza bagnarti, ma lì in mezzo a loro
...e li sentirai parlare, li vedrai...“pensare”
...i predoni, i cattivi, le bestie... in quella porta non si entra con mille artificiali, il loro peso ti affaticherebbe, con cento colori e forme distrarrebbero i tuoi occhi e ti impedirebbero di nuotare e di osservare come un pesce. In quella porta non si entra in gruppo, neanche in tre, non in due... li si va da soli...e soli e da solo, dopo tante ore ti renderai conto che nell'aprire la bocca sentirai un “cric”...quel cric ti dirà che tante sono le ore che hai passato ad osservare, ascoltare e a farti domande...senza parlare...senza aprire la bocca... ...e poi dopo sarà facile... ...ogni volta che cerchi la posizione in bilico su uno scoglio prima di lanciare, quando osservi l'onda per capire fino a che punto puoi spingerti un po' più in là, giri la chiave che accende il motore della tua barca...tutto allora sembrerà più facile...starai passando dall'altra porta, tutto è più chiaro, più limpido, ti rendi conto, allora, che stai andando a pescare in un altro modo... Quando non ti aspetti molto dal tuo artificiale, e non sarà fondamentale il lucido della canna e la brillantezza del mulinello...allora lanciando ti accorgerai che in fondo alla lenza ci sei tu...sei passato negli anelli, hai camminato lungo il filo e muovi la tua esca in modo diverso, consapevole di cosa si aspettano loro...”le bestie selvatiche” e un pò bestia sarai diventato anche tu... ...sei andato a pesca si, ma entrando... dall' ALTRA PORTA... ...a proposito, apri il cofano adesso le tue prede sono molto più lucide, più numerose e più grandi, sistemate con onore in una bella cesta di vimini e coperte con cura da un panno umido..."
Paolo Germani per Spinpoint
Nella prima giornata, svolta presso la bellissima sede della Lega Navale, un centinaio di persone, perfettamente integrate dal proprio interesse comune per la pesca anche se di differenti età e provenienti da tutta Italia, hanno preso parte ad un incontro teorico, dove ho avuto l'onore assieme ai miei amici di Spinpoint e Gf Spin, di coadiuvare ed assistere Paolo nel suo racconto esplicativo e trascinante sullo spinning...tutto improntato ad un "riscatto" di un atteggiamento puro, sensibile ma tecnicamente preparato del pescatore "italiano", un pescatore figlio del Mediterraneo e figlio dell'acqua più che delle mode commerciali, perfettamente attento ed immedesimato negli elementi e nell'ambiente in cui si trova a contatto.
Sono seguiti momenti di interessante dibattito dove abbiamo risposto a tante interessantissime domande derivanti da una partecipazione attivissima e simpatica degli astanti.
Nel pomeriggio, dopo una breve pausa buffet, i partecipanti hanno potuto ascoltare ed anche vedere in dettaglio i modi più interessanti per utilizzare le esche in silicone e gli opportuni montaggi visti nel dettaglio. Un pull di appena 10 artificiali, 5 soft e 5 hard, sono stati sotto gli occhi dei partecipanti per diventare "sufficienti" ad affrontare qualsiasi situazione.
Un modo sicuramente "alternativo" ma altrettanto innovativo e rivoluzionario che ci permette di mantenere la nostra attenzione focalizzata sull'approccio e sull'impatto delle esche nelle varie situazioni piuttosto che assorbirci nel solito sterile collezionismo. Grazie alle esche messe a disposizione da Molix Paolo ha illustrato le varie tipologie e i criteri per utilizzarle al meglio.
Il secondo giorno, complice una bella pausa dal maltempo ed il sole splendente, è stato un trionfo di interazione e partecipazione.
Paolo Germani ha illustrato l'utilizzo dei vari artificiali, dimostrando quanto l'angler possa adattarli alle necessità in modo creativo ed attento. Una rivoluzione che moltiplica le catture ma soprattutto aumenta la soddisfazione e la conoscenza con ognuna di esse rendendoci consapevoli e mettendo finalmente insieme tradizione e innovazione, sensibilità e tecnica.
E poi tanto altro è stato detto, raccontato e condiviso con Paolo...ma fuori, in pesca, sotto l'acqua...in acqua, e poi davanti ad un buon pesce fresco o una pizza, tra un caffè e una risata con gli amici più stretti ed intimi. E lì se vorrete sarete anche voi...seguiteci e venite a condividere con noi le nostre esperienze ed i nostri progetti.
Un personale ringraziamento immenso al carissimo amico Paolo Germani, attore indiscusso di questo incontro rivelante e fecondo, unico nel suo genere alla Lega Navale tutta, di cui faccio parte formandone il gruppo di spinning assieme a Tony (Antonino Montefusco) a Sandokan (Rosario Calignano) Francesco Grieco e Giorgio Giuliano e gli altri, che ha reso possibile questo evento con la sua ospitale e impeccabile organizzazione, ed alla Molix, nella persona di Marco Tortora che ha supportato con puntuale apporto informativo tutto l’evento e che ringrazio personalmente per l'efficienza e la cordialissima simpatia.
Francesco Giordano "Santuzzo"
17:32
Scritto da: mambomarco
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domenica, 01 aprile 2012
La Pesca Mosca e Spinning. Aprile-Maggio 2012
22:33
Scritto da: mambomarco
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...a proposito delle Wild Trouts dell'Alto Biferno...
22:28
Scritto da: mambomarco
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mercoledì, 14 marzo 2012
1° Seminario di SPINNING in Mare
15:48
Scritto da: mambomarco
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martedì, 13 dicembre 2011
L'Isola di Alberto
Articolo pubblicato su PESCARE VIAGGIANDO INTORNO AL MONDO Dicembre 2011
Testo e fotografie di Marco Tortora ©
HOLBOX, Messico.
Questo viaggio è iniziato molto tempo prima di partire.
Non ricordo come siano andate esattamente le cose, né dove abbia trovato lo spunto iniziale che ha stuzzicato la mia fantasia.
So solo che già qualche anno fa, durante un altro viaggio nelle Florida Keys, mi ritrovai per le mani un biglietto aereo di sola andata per il Messico ma poi, causa uragano Dean, alla fine dirottai sul Kenya rimandando di molto questa nuova avventura.
Se poi aggiungete che le informazioni in merito a questo luogo scarseggiano tutt’ora, e che la mia sete di esplorazione trova tutto questo molto allettante, capirete come alla fine sia riuscito a incastrare una scappatella di una settimana su quest’isola misteriosa (ancora) poco conosciuta.
Girovagando in rete alla ricerca spasmodica di notizie in grado di alimentare la mia voglia di partire mi sono imbattuto in un report, con tanto di fotografie, di un italiano che, accompagnato da un tale Alberto – guida locale - era riuscito a prendere in un sol giorno tanti pesci da non crederci, senza contare quelli della sua fidanzata, anche lei appassionata lanciatrice di artificiali.
Di certo c’era solo questo: la mia ragazza che soffre il mal di mare e il nome della guida, Alberto. Di lui, sapevo solo che attualmente lavorava in una tienda, un negozio di articoli non meglio precisati da qualche parte sull’isola, dopo essere stato in passato una guida di un’organizzazione del posto specializzata in flyfishing.
Un po’ poco non vi pare?
In realtà non ci ho messo tanto a trovarlo, diciamo che non saranno passate più di 4 ore dal nostro arrivo sull’isola, inclusi pranzo in spiaggia a base di gamberoni freschissimi e siesta pomeridiana anti Jet Lag.
Ho iniziato a chiedere in giro, e nonostante alcune informazioni sbagliate e ridicoli tentativi di depistaggio, alla fine mi sono ritrovato nel suo negozio come per magia.
Ero sicuro che l’avrei incontrato.
Alla fine ho scoperto che Alberto dirige un’attività commerciale diversificata: si definisce un imprenditore del turismo ecosostenibile, e il suo business spazia dalla gestione di un negozio di souvenir all’affitto delle golf car elettriche che scorrazzano sulle strade sabbiose dell’isola, passando per l’organizzazione delle escursioni in barca alla ricerca dello Squalo Balena, lo snorkeling, il commercio di argento, Tequila e Mezcal per finire con la pesca naturalmente, la sua vera passione.
Senza dimenticare la musica, della quale è un poliedrico estimatore, come si può evincere la
sera ascoltandolo suonare con un piccolo gruppo di fronte al suo negozio.
E’ proprietario di 3 barche: 2 pangas - le classiche barche locali, strette e lunghe – adatte per navigare nelle acque basse dei canali di mangrovie e di una terza più grande che utilizza per partecipare con la sua famiglia ai vari tornei di pesca che ogni anno si organizzano su e giù per lo Yucatan.
Prima di decidere se gli stavo simpatico o no, da buona guida tropicale ha ascoltato pazientemente le mie esigenze, cercando di capire cosa volevo pescare e come.
Il mio obiettivo era uno scatto fotografico e via su un altro pesce, tranne che per il Tarpon e lo Snook non volevo perdere troppo tempo appresso una specie in particolare.
Credo di averlo colpito, perché la mattina seguente ero già in barca con lui, e con il senno di poi ho l’impressione che quella prima giornata sia stata una prova generale per sondare la mia pazienza ed esperienza.
Vento forte e pressione instabile hanno reso i pesci apatici. A parte alcune bellissime Sea Trout, le trote di mare che lì chiamano Corvina ma che sono assolutamente diverse dalle nostre, piccoli Snapper e Barracuda fastidiosi, la sessione di pesca si è conclusa anzitempo, nonostante lo strike di un bel Tarpon a ridosso di una giungla di mangrovie che al primo salto ha sputato l’artificiale tirandosi dietro tutti i suoi compagni.
Se poi aggiungiamo che la mia ragazza – rimasta nel frattempo sola sull’isola e colpita improvvisamente dal fuoco della paranoia, oltre che dal mal di mare – non vedendoci arrivare all’ora pattuita e ignorando totalmente quello che stavo passando (e i tentativi protratti di Alberto di cercare il posto giusto) - ha pensato bene di chiamare a 10 dollari al secondo per sapere quali erano le nostre reali intenzioni e se tornavamo per pranzo, la legge di Murphy ha trionfato e siamo rientrati in porto.
Fine del primo tempo.
L’isola di Holbox si trova a nord ovest della punta estrema dello stato del Quintana Roo, in Messico, proprio in corrispondenza dell’incrocio delle correnti cariche di nutrimenti del Golfo del Messico e le acque cristalline del Mar dei Caraibi, a quattro ore da Cancun (tre e mezzo di autobus e mezz’ora di barca).
È separata dalla terraferma dalla laguna Yalhau, scura e poco profonda, che le fa prendere il nome, infatti Holbox (si pronuncia Holbosch) nella lingua Maya significa buco nero.
Lunga poco più di 30 chilometri, ma completamente disabitata all’infuori del piccolo pueblo di pescatori costituito da case basse e vie sabbiose, è un paradiso di mangovie, canali e spiagge irraggiungibili da terra, regno incontrastato dei coccodrilli, degli uccelli e delle tartarughe che qui vengono a deporre le uova.
Oltre che dei pesci, naturalmente.
Un’infinità di pinnuti sguazza nelle acque poco profonde che circondano l’isola: Tarpon, Snook, vari tipi di Carangidi e Snapper, Barracuda, qualche Permit e Bonefish d’estate, insomma c’è ne è davvero per tutti i gusti.
Dimmi che canna usi e ti dirò chi sei.
Come al solito, i posti migliori sono raggiungibili solo dalla barca e sono tenuti segreti, anche
se da riva qualche chance di divertimento non mancherà di sicuro.
La mattina presto ci si può divertire dal pontile di legno situato sulla spiaggia a nord, quella dove si affacciano i molti alberghetti destinati ai pochi turisti che giungono fin qui alla ricerca di luoghi più autentici rispetto alle località famose dello Yucatan e del Quintana Roo.
A mosca o con leggere canne da spinning è facile incontrare piccoli Jack Crevalle e Blu Runner che inseguono la minutaglia, oltre qualche sporadico Barracuda distratto che si è fermato a riposare all’ombra dei piloni di legno.
Sul lato opposto, proprio lungo le banchine del porticciolo dove arrivano le lance che collegano l’isola alla terraferma, non è raro vedere rollare Tarpon di tutto rispetto, anche se prenderli è tutta altra storia, per via delle cime e degli ostacoli che si incontrano nell’acqua. Vale la pena fare qualche tentativo, soprattutto quando soffia il vento da nord.
Sull’estremità occidentale dell’isola si trova Punta Cocos, la mecca del kitesurf, dove lanciando dalla spiaggia può succedere di tutto. Il mare qui è profondo e la corrente sostenuta. Carangidi, Snook e Trote di mare, oltre agli immancabili Barracuda, sicuramente vi allieteranno nelle giornate in cui non deciderete di uscire con la barca.
Sul versante orientale, in corrispondenza del canale di Punta Mosquitos – ottimo spot raggiungibile solo con le golf car, come Punta Cocos del resto – inizia il dedalo di lagune e canali che si dipanano all’infinito come un labirinto verso il Mar dei Caraibi, e che sarebbe opportuno perlustrare per bene con la barca, tenendo presente che ci sono zone ancora inesplorate…
Inizio del secondo tempo.
Il vento soffia ancora intenso, Alberto vorrebbe portarmi su una secca lontana, a pescare carangidi di 20 chili a Popping, ma le condizioni meteo proprio non lo permettono, dobbiamo rimanere nei canali.
Oggi sarà una giornata lunga, l’ultima occasione per scattare qualche bella fotografia.
Non si sa quando rientreremo.
Partiamo presto, con la marea ancora bassa, e dopo quasi due ore di navigazione sottocosta doppiamo Cabo Catoche ed entriamo in un canale sconosciuto.
La barca tocca continuamente sul fondo ma Alberto ed il suo capitano, Perfecto, sanno dove sono diretti. Il vento continua a spostarci sulle flat scoperte dalla bassa marea che interrompono continuamente il nostro cammino.
La pertica affonda nel fango, e Alberto è costretto a calarsi in acqua fino alla vita per spingere la barca oltre quei bassifondi. Tutti quanti ci diamo da fare, sotto il sole cocente la voglia di pescare è troppo forte, e alla fine riusciamo a liberarci, siamo arrivati in un altro canale profondo.
Quello che è successo dopo è difficile da dimenticare, Alberto sapeva dove portarmi.
“La constancia, la tenacidad y la paciencia al final siempre rinden buenos frutos” mi ha detto ancora bagnato dopo il primo snook che ho preso a galla con un piccolo artificiale.
La costanza, la tenacia e la pazienza alla fine rendono sempre buoni frutti.
È vero, anche in un posto come questo. Non basta ritrovarsi ai Tropici per pescare dappertutto.
Quel canale era pieno zeppo di pesci, ma raggiungerlo non era stato affatto facile. Alberto avrebbe potuto benissimo portarmi in una zona più agevole, ma aveva capito benissimo quanto fosse importante per me quella giornata.
Lui non poteva rischiare di fare una brutta figura e io non potevo perdere quell’ultima occasione rimasta.
Quasi ad ogni lancio succedeva qualcosa, ed io mi sentivo il pescatore più felice del mondo.
Per una volta è andato tutto per il verso giusto.
Ora posso tornare sulla spiaggia, riporre l’attrezzatura e dedicarmi completamente alla mia ragazza.
Grazie Alberto, Que Viva Mexico!!!
Per contattare Alberto albertomorteo@hotmail.com
www.actiweb.es/puestadelsol/index.html
20:32
Scritto da: mambomarco
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Eging Fever...
19:57
Scritto da: mambomarco
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domenica, 04 dicembre 2011
Master of Rock - SALERNO - 4-12-2011
Ciao a tutti!!!
Nonostante la pioggia e un mare tipicamente invernale, eccomi qui a raccontarvi della prima edizione del Master of Rock della Campania, che si è tenuta questa mattina a Salerno e che ha visto un folto gruppo di appassionati sfidarsi lungo la banchina del porto turistico della bellissima città campana.
Le pessime condizioni meteo hanno tenuto in sospeso le sorti della manifestazione fino all'ultimo momento. Dopo poco più di mezz'ora dall'inizio della gara un violento acquazzone si è abbattuto sui partecipanti, che hanno abbandonato temporaneamente la competizione rifugiandosi sotto qualsiasi sporgenza in grado di evitare di finire completamente a mollo.
Solo due partecipanti hanno continuato imperterriti a pescare sotto la pioggia, e infatti uno di loro, Maurizio Bollo Carbone, è stato il primo a catturare il primo pesce della giornata, un piccolo scorfano che ha riportato il sereno alimentando il coraggio di tutti e che alla fine è valso il secondo posto della gara. Bravo Maurizio!!!
Successivamente sono stati catturati altri pesci, tra i quali ghiozzi reali, una bavosa e un altro bellissimo esemplare di scorfano che ha valso il primo posto all'amico Mauro Telese di Tricase, che si è aggiudicato il titolo di Master of Rock e di Lord of Rock 2011.
Tanti i premi messi a disposizione dall'organizzzione, tra i quali una canna Crostage della Major Craft, esche siliconiche Molix, testine OMTD e scatole porta artificiali.
Complimenti a tutti, appuntamento all'anno prossimo!!!
Un ringraziamento particolare a Luigi di Planetspin che ci ha supportato nell'organizzazione e a tutti i ragazzi e le ragazze che hanno partecipato a questo evento arrivando da tutta la Campania!!!
OLè!!!
Marco Tortora
18:42
Scritto da: mambomarco
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mercoledì, 30 novembre 2011
Incontro All Winner 29 Novembre 2011
E' con grande piacere e onore che ieri, 29 Novembre 2011, siamo stati invitati a partecipare ad un evento organizzato da All Winners presso l'Accademia dei Notturni di Bagnarola di Budrio, in provincia di Bologna.
Fra le altre cose, e come potete vedere dall'invito qui sopra, il tema dell'incontro riguardava la testimonianza dell'esperienza dell'azienda con la quale collaboro, la Pro Tackles di Molinella, che in pochi anni è diventata una realtà importante a livello internazionale per la pesca sportiva.
La metamorfosi è appena cominciata, il cammino è ancora molto lungo, ma essere parte di questa squadra e contribuire insieme ai miei colleghi alla creazione e all'affermazione di questo progetto mi riempie ogni giorno di nuove energie e mi dà la forza per continuare ad inseguire questo sogno che piano piano si sta realizzando.
Un ringraziamento particolare va a tutti i partecipanti che ci hanno riempito di complimenti, a Margherita e a Fabrizio, che con il loro contributo ci stanno accompagnando in questo viaggio e infine ai miei colleghi e compagni di avventura: Paolo, Stefano, Marco, Elio, Vincenzo, Carlo, Fabio, Maurizio, Sabrina e Claudia, senza contare tutti i sostenitori del nostro modo di fare le cose che, nell'ombra, ogni giorno ci supportano senza pretendere nulla in cambio.
OLè!!!
Marco Tortora
15:14
Scritto da: mambomarco
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Sea Golden Contest - Il Report
L’Eging e il Rockfish sono due tecniche che in Italia stanno spopolando sempre di più.
Sembra quasi che il pescatore italiano abbia un’ottima predisposizione per le tecniche provenienti dal Sol Levante, con l’aggiunta di quel sapore Mediterraneo che non guasta mai.
L’occasione giusta per dimostrare questa premessa è arrivata con il SEA GOLDEN CONTEST, il primo Contest tematico di entrambe le tecniche che si è tenuto a Gallico (RC) il 19 e 20 novembre 2011.
Con piacere ed onore, ho accettato l’invito a partecipare come giovane giornalista (e amico della Molix) a questo evento, organizzato in maniera precisa e minuziosa da parte dello staff del negozio Tuna Store di Reggio Calabria, con la sapiente regia dello Staff Molix nella persona di Vincenzo Muscolo, la collaborazione di Marco Tortora e la gradita partecipazione di Alfio Elio Quattrocchi in qualità di giornalista e fotoreporter. Un evento che già a pochi giorni dalla sua presentazione aveva registrato il sold out nelle iscrizioni, che per ragioni ovviamente logistiche sono state chiuse preventivamente a un tetto massimo di 60 iscritti.
La manifestazione si è sviluppata in due giornate di pesca. Nel pomeriggio del 19, dopo l’accoglienza e la registrazione degli iscritti, si è proceduto con l’assegnazione dei numeri ai concorrenti i quali, alle 16:00 in punto, hanno avuto il via a prendere parte alla prima gara dedicata all’Eging.
Le condizioni meteo marine non proprio favorevoli non hanno scoraggiato i partecipanti che hanno fatto vedere tutta la loro preparazione tecnica portando alla pesatura finale diverse prede, tra calamari e seppie, con il primo premio che è stato assegnato al giovanissimo Francesco Vaglio con un fantastico esemplare di calamaro che sfiorava il kilogrammo.
Nella mattinata seguente, dedicata al Rockfish, i partecipanti hanno sfoderato una grande preparazione tecnica e interpretazione della situazione, catturando e rilasciando oltre 40 esemplari di scorfano.
La gara è rimasta incerta fino a pochi minuti dalla conclusione, aggiudicando la vittoria -all’ultimo scorfano - al bravissimo Nino Parisi.
Ma il grande protagonista della gara di rockfish è stato il versatilissimo Molix Sator Worm, utilizzato dalla gran parte dei pescatori negli innumerevoli montaggi ai quali si può prestare nelle diverse situazioni.
Ricchi premi offerti dalla Molix e dalla Pro Tackles hanno premiato i concorrenti dal 5° al 1° posto di entrambe le gare. Spirito di amicizia, sportività, correttezza e abilità tecnica hanno caratterizzato queste due meravigliose giornate. Un’occasione per creare coesione e spirito di collaborazione, in un contesto davvero incantato delle stretto di Messina.
Un evento che sicuramente rimarrà impresso nella mente dei partecipanti e del sottoscritto, che si ripropone di ritornarci quanto prima per andare a condividere la nostra più grande passione con tutti gli amici di Reggio e dintorni. Un saluto a tutti alla prossima!
Antonio Laporta
14:29
Scritto da: mambomarco
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domenica, 27 novembre 2011
Master of Rock - Campania - Salerno 4-12-2011
Regolamento gara Rockfish “ Master of Rock”
La gara, della durata di 2 ore, ha inizio con un suono della tromba e termina con tre suoni di tromba allo scadere della seconda ora di pesca.
I partecipanti alla gara si devono essere iscritti nell’apposito “Diario di Gara” dove verranno annotate anche le catture.
E’ fatto divieto assoluto di:
- Trattenere il pescato dopo la premiazione.
- Uccidere il pescato
- Effettuare atti non conformi all’educazione e rispetto per il mare ed i suoi abitanti.
- Effettuare atti non conformi all’educazione ed il rispetto degli altri concorrenti, spettatori e giudici di gara.
- La pesca con attrezzatura diversa da quella dello spinning light e extralight.
- Accendere fuochi o piccoli falò(come da disposizioni capitaneria di porto)
Punteggi e tecnica di gara
Vince il Master of Rock chi raggiunge il peso più alto dato dalla somma dei 5 pesci più grandi trattenuti nella LiveTank (Contenitore per il vivo) + il punteggio dato da altre specie ittiche. (vedi tabella sottostante).
Es. Catturo 5 scorfani di 50gr (50x5=250 punti) una salpa ed una cernia. TOTALE 281Punti.(1punto per la salpa +30punti per la cernia)
Tabella punteggio pesci
Muggine 3pt; Salpa2pt; Spigola 10pt; Sugarello 2pt; Occhiata 2pt; Orata 20pt ;Sarago 15pt; Tracina 3pt, Cernia30 pt; Ghiozzo 3pt ; Bavosa 1pt; Grongo 1 pt;Seppia ,polpo e calamaro 0 punti.
Le catture che non siano di scorfani avranno valenza solo se la preda verrà rilasciata C&R e avrà valenza per il punteggio finale solamente la foto fatta dal pescatore o dal giudice di gara.
Si aggiudicano il secondo ed il terzo posto coloro che raggiungono per somma i punteggi più alti sottostanti il Primo classificato.
Viene premiato come “Lord of big Rock” chi si aggiudicherà lo scorfano di maggior peso.
Gli artificiali dovranno essere ”conosciuti” (non auto costruiti) e non potranno essere addizionati di oli e profumi (scent). Le esche siliconiche che nascono con scent e “paste salate” o per loro natura “ luminescenti “possono essere usate regolarmente.
I ritagli di esche siliconiche di qualsiasi forma sono considerate valide ai termini della gara.
L’utilizzo dei nylon e dei fluorocarbon sono consentiti dalla misura 0,16 a 0,25.
Ogni concorrente dovrà essere munito precedentemente al fischio d’inizio di un panno abbastanza spesso o guanto apposito per il rilascio in sicurezza degli scorfani (velenosi e molto dolorosi)
La Giuria si riserva l’autorità per eventuali squalifiche o sanzioni in punti e la sua parola è insindacabile.
…..E Rock Sia!!!
MONTEPREMI MASTER OF ROCK
1° Una canna Mebaru major craft -medium box-1 cf sator-1 cf sligo 4"-2 testine OMTD-cappellino molix
2° medium box-2 cf sator-2 cf sligo 4"-2 testine OMTD- 2 thasis (da 7 gr e 5 gr) -1 trago 3/8-cappellino molix
3° medium box-1 cf sator-1 cf sligo 4"-1 thasis da 7 gr-1 trago 3/8-2 testine OMTD-cappellino molix
4° medium box-1 cf sator-1 cf sligo 4"-1 trago 3/8-2 testine OMTD-cappellino molix
5° medium box-1 cf sator-1 cf sligo 4"-1 trago 3/8-1 testine OMTD-
Vi aspettiamo domenica prossima!!!
NB: La partecipazione all'evento è GRATUITA, ma è necessario iscriversi.
Mancano ancora pochi posti...
Olè
13:38
Scritto da: mambomarco
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mercoledì, 09 novembre 2011
Nelle flat dello Jonio...
Della serie: la pesca non finisce mai di stupire...volevo segnalare la cattura insolita (da terra) di questo pesce Pilota.
Appartenente alla famiglia dei Carangidi, è una specie che non avevo mai visto prima in una spanna d'acqua a pochi metri dalla riva, in quanto solitamente preferisce l'alto mare, e non è raro incontrarla sotto relitti galleggianti o in compagnia di predatori più grandi, che segue per scroccarne gli avanzi.
Questa volta eravamo in Italia, lungo la costa jonica, e mi è sembrato quasi di avere delle allucinazioni quando il mio amico ha indicato il pesce intento a cacciare con la pinna di fuori come se fosse un Bonefish...
E' bastato che il T-jerk 80 lanciato a pochi cm dal suo muso intercettasse il suo sguardo per provocarne l'attacco...
Tutto in diretta...come nelle flat tropicali...
Accontentiamoci di questo per il momento...
Olè
Marco Tortora
02:20
Scritto da: mambomarco
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giovedì, 13 ottobre 2011
Brugas de los Jardines de la Reina...
02:04
Scritto da: mambomarco
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Molix Day BASILICATA, il report
01:51
Scritto da: mambomarco
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mercoledì, 28 settembre 2011
Eventi Molix di Ottobre: Puglia e Basilicata
23:21
Scritto da: mambomarco
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Un audace autoscatto con la regina...
23:08
Scritto da: mambomarco
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